La nostra storia – Nova Tech Dynamics
Nasce molto prima. Nasce nel 1930, a Foligno. Non come azienda, ma come cultura meccanica. Le radici: Gino Giuliani Negli anni Trenta Foligno è un luogo con una forte tradizione artigiana e una significativa presenza aeronautica. Le maestranze locali lavorano l’alluminio per velivoli destinati alla Regia Aeronautica, come il Savoia-Marchetti S.79.In questo ambiente cresce Gino Giuliani. Partecipa alla Mille Miglia e al Giro dell’Umbria. Ma soprattutto costruisce una vettura con il proprio nome: il Siluretto Giuliani. Le lamiere in alluminio del Siluretto vengono lavorate a mano dagli artigiani del territorio, gli stessi che operavano nella filiera aeronautica. Non esistevano strutture industriali evolute. Ogni forma nasceva dal lavoro diretto sul materiale. Non era solo competizione. Era passione per la meccanica. È qui che si forma il primo principio: comprendere il veicolo partendo dalla materia.

Fernando Giuliani “Lallo”
Il motore come vocazione Negli anni Sessanta e Settanta Fernando Giuliani, conosciuto nel paddock come “Lallo”, prosegue questa tradizione. Dal 1965 al 1974 le Fiat 500 rappresentano il primo banco prova agonistico. Dal 1975 inizia l’epoca della Coppa Renault. Renault 5, 5 Turbo, Clio: i monomarca diventano una scuola tecnica rigorosa. Le vetture sono identiche per regolamento. La differenza si costruisce nella preparazione. La Giuliani Corse diventa uno dei riferimenti tecnici nel panorama italiano ed europeo. Arrivano numerosi titoli nazionali e successi internazionali. Con Salvatore Pirro viene conquistato un titolo europeo. Con Massimo Di Risio si scrivono pagine importanti con le Renault 5 Turbo. Tra i giovani che crescono in quell’ambiente figura anche Alessandro Nannini. La passione diventa metodo. Il metodo diventa identità.


La terza generazione

Crescere tra officina e pista per Federico Giuliani le corse non sono una scelta successiva. Sono l’ambiente naturale. Cresce tra motori aperti sui banchi, assetti da perfezionare e dettagli da analizzare. Si occupa della dinamica del veicolo, mentre la preparazione motoristica rimane il cuore dell’esperienza del padre. Dal 2007 inizia l’esperienza nel Ferrari Challenge. La pista diventa laboratorio permanente. Ogni modifica viene analizzata, ogni comportamento studiato. Ma a un certo punto nasce una consapevolezza: per evolvere davvero non basta interpretare. Bisogna misurare. Dall’esperienza alla progettazione Nasce così Umbria Kinetics. All’interno di Umbria Kinetics Federico sviluppa il sistema sospensivo Airtender, introducendo un’architettura elastica innovativa basata su molle in serie. Parallelamente progetta e realizza attrezzature professionali per la prova delle molle e banchi prova per la caratterizzazione delle sospensioni. Strumenti pensati per trasformare la sensibilità maturata in pista in dati oggettivi e ripetibili. Queste macchine vengono adottate da realtà di riferimento nel settore come Andreani Group. È un passaggio fondamentale: dalla tradizione artigiana alla strumentazione ingegneristica di precisione.


Durante il periodo della pandemia l’incontro con Onofrio Veneziani “Titi” apre una nuova fase con l’ingresso nella NASCAR Whelen Euro Series. In quel contesto nasce il rapporto con Leonardo Colavita e, successivamente, con suo padre Giovanni Colavita. Dalla fiducia costruita in pista nasce un’amicizia e una visione condivisa. Giovanni Colavita, imprenditore con esperienza internazionale, porta una prospettiva industriale strutturata. Attraverso di lui entra nel progetto anche Franck Di Biase, rafforzando la dimensione imprenditoriale e strategica. La competizione diventa il terreno su cui maturano relazioni solide.


Nova Tech Dynamic nasce dall’incontro tra:
- una storia familiare iniziata nel 1930
- una cultura artigiana e motoristica consolidata
- un percorso tecnico nella dinamica del veicolo
- l’esperienza imprenditoriale e internazionale dei soci
Non è una rottura con il passato. È la sua evoluzione. Dal “Siluretto” costruito a mano ai monomarca Renault, dai banchi prova professionali alle architetture elastiche innovative. Il filo conduttore è sempre stato lo stesso: passione per la meccanica, ricerca dell’equilibrio, volontà di migliorare. Oggi quella passione prende forma in sistemi sospensivi evoluti e in una struttura industriale orientata alla ricerca e allo sviluppo. La competizione è stata la scuola. L’ingegneria è diventata il metodo. La continuità è la nostra forza

